le interviste dedicate agli artisti di “plug’n’play 2020”: iniziamo con I SANTOROSSO

santorosso

 

A Febbraio si è conlcusa con il botto la prima edizione lodigiana del contest per band emergenti Plug’n’play 2020 organizzata dagli amici di 0371 music press. Ho avuto il piacere di essere in giuria nelle serate di selezione e di assegnare il premio Emozioni musicali al miglior cantante e ho dato a tutte le band partecipanti la possibilità di avere un loro spazio qui sul nostro blog con un’intervista.

Sono ben felice di presentarvi  I SANTOROSSO che hanno partecipato al contest con grande entusiasmo e che hanno risposto a qualche domanda per voi lettori affamati di nuova musica.
Ecco di cosa abbiamo parlato:
E.M: “Benvenuti su Emozioni musicali. Come sapete, negli articoli del blog, ci occupiamo anche di dare spazio ai progetti indipendenti trattando soprattutto il lato emotivo della loro musica. Raccontateci qualcosa di voi e di come nasce il vostro progetto”
L:” Intanto piacere di conoscervi, sono Luca Rodilosso, vi ringrazio per questa opportunità che fornite a me e al mio gruppo di supporto (i musicisti che mi hanno accompagnato al plug’n’play) per fare conoscere la figura cantautorale di Santorosso, che è il mio nome d’arte. Il progetto di “Santorosso” trae origine dalle mie esperienze personali e di vita: assorbito com’ero in adolescenza nella musica punk rock dei primi anni 2000 e nei cantautori italiani, con innesti derivanti dagli anni ’80 milanesi (Alberto Fortis, Alberto Camerini) ho poi tenuto sempre un profilo “intimo” della mia composizione musicale, dedicandomi maggiormente ad azioni di militanza sociale. Nel 2011-2012, un momento di grande riscoperta della socialità a Milano, mi sono reinserito nel flusso della nuova movida suonando, anche spontaneamente per strada, tra la zona dei Navigli e delle Colonne di San Lorenzo e con alcuni amici, con i quali fondai il gruppo dei “De Amicis 17” (l’indirizzo di una sede di partito dove ci trovavamo a suonare, oggi chiusa), sperimentammo forme di poesia musicata acustica.
Dopo un periodo di riflessione, nel 2017 ormai trentaduenne mi lanciai nel nuovo progetto di cantautore solista, presi il soprannome di “Santo” che mi dettero gli amici durante le serate di qualche anno prima, ci aggiunsi l’aggettivo “rosso” in omaggio alla vitalità anticonformista del pensiero, e in quell’anno completai il mio primo album “Siam solo uomini”, che racchiudeva molto di quanto erano stati i miei vent’anni.”

E.M.: “Se poteste racchiudere la vostra musica ed il messaggio che rachciudete in essa con un’emozione, quale sarebbe e perchè?”
L: “Essendo il tema principale che porto quello della profondità delle relazioni umane e del sé, che siano soggettività singole o collettive, l’emozione principale che potrei utilizzare per descrivere la mia musica potrebbe essere l’empatìa. Ogni mio brano ha un ragionamento più o meno sviluppato, mano a mano che procedo nel mio lavoro porto avanti maggiore sincretismo e lo rendo meno didascalico, ma la ratio rimane quella, e in questo devo rendere grazie alla scuola dei testi di De Gregori (mentre per la musicalità rimango sulle onde di Fortis e Camerini, pur sapendo di confrontarmi con mostri sacri della musica italiana). Testo e musica per me sono inscindibili, nascono, crescono e muoiono insieme.”

E.M.: “Potete raccontarci della vostra esperienza al plug’n’play?”
L: “E’ stata una bella esperienza, per quanto mi riguarda, nata sulla scia di un’altra esperienza di successo, e in questo entrano in gioco i tre musicisti milanesi che mi hanno accompagnato nel contest, ovvero Lorenzo Merlini alla chitarra solista (ideatore del progetto “Arte CapoSfitto”, fondatore di AlibiProduction), Giovanni Doneda al basso (componente della reggae band milanese De Strangers) e Pietro Gregori alla batteria (in arte “Bentos”, batterista, produttore e dj).Tra una chiaccherata e l’altra in pranzi veloci alla Crota Piemunteisa (altro locale vicino alle Colonne) hanno dato la loro disponibilità a seguirmi in ben due contest (tra cui il Plug’n’Play), nel periodo tra novembre 2019 e febbraio 2020, e questa per me è stata un’esperienza inedita già di per sé, poter finalmente suonare dal vivo senza supporto e ausilio di basi: grazie a loro c’è stata la concretizzazione in carne, ossa, corde e tamburi del messaggio musicale di Santorosso. Per quanto riguarda le esibizioni a Lodi, sia nella prima fase acustica che nella seconda fase, ho trovato disponibilità e professionalità anche nella delicata fase del mixaggio audio pre concerto, e, seppur per motivi personali non ho potuto partecipare da spettatore alle finali, il clima creatosi con gli altri gruppi, il coinvolgimento negli eventi proposti e le possibilità fornite nella pubblicizzazione promozionale come premio di partecipazione le ho trovate una bella e generosa idea che rende il Plug’n’Play diverso e più “democratico” rispetto ad altre realtà.

E.M.: “In un mondo sempre più social, quanto conta per voi il contatto diretto con il pubblico?”
L: “Il contatto diretto con il pubblico – parlando prima dell’emergenza Covid – era comunque fondamentale, nonostante la pubblicizzazione sui social oggi sia un elemento necessario per qualsiasi progetto musicale, artistico o culturale, perché creava quel feedback reale di quanto poteva essere percepito attraverso la mediazione di uno schermo e di video e brani caricati online. Ne parlo al passato perché ad oggi nessuno di noi sa quanto ancora durerà questa emergenza sanitaria, che sta profondamente cambiando le nostre vite e la nostra economia, e quindi per un pò di tempo – a meno che non si creino più avanti degli eventi organizzati per un ascolto dal vivo con pubblico ridotto e a distanza – la via dei social diverrà la via principale, soprattutto per chi non ha come gli artisti indipendenti possibilità di accesso ai canali televisivi del mainstream, della propria promozione al pubblico. Dovremo quindi imparare a “fidarci” della tecnologia, a stabilire un rapporto di familiarizzazione continuativa, cercando di non farci fagocitare dall’illusione della replicazione ad libitum di noi stessi su uno schermo.”

E.M.: “Quali sono i vostri progetti per il futuro? Con quali  nuove avventure emozionerete i vostri fan vecchi e nuovi?”
L:”Parlare di futuro in questo momento è una sfida, per la situazione difficile che il mondo sta vivendo. Ma proprio perché il progetto di Santorosso è nato sulle sfide, ovvero quella di fare musica da emergente dopo i trent’anni, con già un lavoro a tempo pieno, con il mercato musicale che vuole un ricambio continuo di artisti emergenti più giovani, questa situazione non fermerà il percorso che ho avviato in questi anni: per questo periodo sarò attivo sui miei canali social, in alcune webradio e lavorerò al mio prossimo singolo, dopo aver prodotto “Metodo” nel 2019 (una sperimentazione di indie rock in italiano e milanese con l’inserimento di un mandolino), e non appena avremo modo di incontrarci, coi ragazzi del gruppo di supporto programmeremo altre date e altri concerti. Teniamo botta, siamo sicuri che il nostro pubblico – che stavamo iniziando a costruire in questi mesi – ci aspetterà.”

bene! non vi resta che andarli ad ascoltare e seguire.Dove? Sui loro social di cui vi lascio, naturalmente, i link!

Facebook: https://www.facebook.com/lucasantorosso/

Youtube: https://www.youtube.com/c/LucaRodilosso

Soundcloud:  https://soundcloud.com/luca-santorosso-rodilosso

Instagram:  https://www.instagram.com/lucarodilosso_santorosso/

Spotify: https://open.spotify.com/artist/14YV5EJUC5GbgbQnaNJ6Rz

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